liberi pensieri onomatopeici
scritto il 14/3/2009 da

Il 14 marzo 1996 fa usciva il numero Zero di PKNA. Per chi sa di cosa parlo, ho già detto anche troppo; tutti gli altri si vergognino e filino a studiare. Leggi il resto »

scritto il 4/2/2008 da

Il 22 Gennaio afnews pubblica una lettera aperta dell’autore disneyano Bruno Concina, dove lo stesso lamenta alcune decisioni editoriali della casa editrice di Topolino, prima di tutte la riduzione drastica delle tavole commissionate agli autori. Scoppia la polemica su siti e forum: afnews dà notizia di atti di solidarietà all’autore e pubblica l’audio di un’intervista a Concina; successivamente Carlo Chendi dice la sua su Radio Kairos, ed è sempre afnews a riportare la notizia. Successivamente, Michele Medda dedica sul suo sito un editoriale alla questione, mentre Roberto Recchioni ne parla sul suo blog, oltre ad intervenire sul forum di ComicUS. La discussione infatti è accesa anche sui forum: su ComicUS, con un intervento dell’autore Luciano Gatto; Sulla Tana del Sollazzo, dove interviene in maniera abbastanza polemica Fausto Vitaliano; infine sul Papersera, dove è possibile leggere le opinioni di Giuseppe Zironi.

AGGIORNAMENTO: Anche l’Espresso si è occupato della vicenda, pubblicando un breve articolo con una stringata risposta da parte della dirigenza Disney.

scritto il 21/12/2007 da

jtcover.jpgJungle Town” non è una storia di allegri animaletti antropomorfi. Non sono né allegri né animali. Jungle Town è una storia di ordinari umani zoomorfi con tutte le peculiarità e le stranezze degli esseri umani. Immaginate una New York un po’ anni ’70 e un po’ anni ’40 abitata da cani, gatti ed ogni altro genere di animale che, nonostante anni di tensioni a sfondo razziale, infine hanno imparato a coesistere, rispettarsi e perfino amarsi. Tranne i topi.

I topi sono la minoranza, a Jungle Town, ma non numerica: gran parte dei cittadini vittima del pregiudizio li ritiene pericolosi e loro si sentono isolati, sotto osservazione, oppressi, e c’è chi si dà da fare, mobilitandosi per i pari diritti, e chi invece approfitta della situazione per traffici poco puliti.

Un bel mattino, nell’esclusivo Green Days Golf Club, viene trovato un morto particolare: è un topo in un luogo dove i topi non sono ammessi nemmeno da vivi. Del caso vengono incaricati i due migliori segugi del distretto, Bonnard e Rolling, che cercheranno di fare luce in un’intricata storia di diritti civili e malavita organizzata, col chiaro intento di comunicare alla comunità dei topi che per la polizia non esistono cittadini di serie B.

La storia, dalla trama allo svolgimento, è un evidente pretesto che serve ai talentuosi autori per toccare temi difficili e di cui mal volentieri tutt’ora si vuole parlare: la società multirazziale e le difficoltà di convivenza delle comunità eterogenee sembrano dinamite maneggiata con perizia e delicatezza da Tito Faraci, illustrata con ferma precisione e morbidezza dai magici pennelli dello Zar Giorgio Cavazzano.

Del sodalizio dei due artisti è sempre troppo facile parlare bene. Di Faraci conosciamo tutti la poliedrica destrezza con cui sa balzare da un genere all’altro – personalmente lo adoro nei panni del fine umorista e del navigato autore noir – e in Jungle Town lo vediamo caracollare giocosamente tra la commedia leggera ed il poliziesco dei bassifondi, il tutto condito da un impercettibile ed amaro filo drammatico con cui unisce i destini degli abitanti della città.

Cavazzano è artista di fama e grande scuola Disney Italia che riesce a tratteggiare in maniera efficace i caratteri e le personalità, restando fedele all’universo tondo e rassicurante in cui i buoni sono tondi il giusto e i cattivi sono o più tondi o appena più spigolosi e sfuggevoli. Come i topi.

Un “prodotto innovativo”1 che forse non meritava l’autoconclusione, corredato da numerosi schizzi preliminari ed una introduzione alla città; così innovativo da scordarsi forse di opere affini2 ma comunque in grado di non lasciare a bocca asciutta.

Jungle Town – di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano
ed. Buena Vista Lab (2005)
82 pagine cartonato
6,90 €

  1. Faraci, p.79 []
  2. come Blacksad (J. D. Canales, J. Guarnido) che però ricorda più Maus (A. Spiegelman) nella caratterizzazione []
scritto il 5/10/2007 da

Alyssa4Real. Cosa sia non si sa, è ancora avvolto nel mistero. In compenso due cose sono certe: porta la firma di Claudio Sciarrone e verrà presentato a questo Lucca Comics. Non vi aspettate il classico fumetto “su commissione”; anzi, è forse riduttivo classificare questo progetto come fumetto in quanto nasce con l’intenzione d’evolversi oltre la carta stampata. Curiosi? Intanto guardatevi questo video e poi correte tutti a Lucca tra l’1 e il 4 novembre, presso lo stand delle Edizioni Arcadia!

http://alyssa4real.deviantart.com

http://www.myspace.com/alyssa4real

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