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	<title>SBoNK.it &#187; Tito Faraci</title>
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	<description>liberi pensieri onomatopeici</description>
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		<title>Jungle Town</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 20:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Buena Vista Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cavazzano]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Faraci]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Jungle Town&#8221; non è una storia di allegri animaletti antropomorfi. Non sono né allegri né animali. Jungle Town è una storia di ordinari umani zoomorfi con tutte le peculiarità e le stranezze degli esseri umani. Immaginate una New York un po&#8217; anni &#8217;70 e un po&#8217; anni &#8217;40 abitata da cani, gatti ed ogni altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbonk.it/wp-content/uploads/2007/12/jtcover.jpg" alt="jtcover.jpg" align="left" />&#8220;<em>Jungle Town</em>&#8221; non è una storia di allegri animaletti antropomorfi. Non sono né allegri <strong>né animali</strong>. Jungle Town è una storia di ordinari umani zoomorfi con tutte le peculiarità e le stranezze degli esseri umani. Immaginate una New York un po&#8217; anni &#8217;70 e un po&#8217; anni &#8217;40 abitata da cani, gatti ed ogni altro genere di animale che, nonostante anni di tensioni a sfondo razziale, infine hanno imparato a coesistere, rispettarsi e perfino amarsi. Tranne i <strong>topi</strong>.</p>
<p>I topi sono la minoranza, a Jungle Town, ma non numerica: gran parte dei cittadini vittima del pregiudizio li ritiene pericolosi e loro si sentono isolati, sotto osservazione, oppressi, e c&#8217;è chi si dà da fare, mobilitandosi per i pari diritti, e chi invece approfitta della situazione per <strong>traffici poco puliti</strong>.</p>
<p>Un bel mattino, nell&#8217;esclusivo Green Days Golf Club, viene trovato un morto particolare: è un topo in un luogo dove i topi non sono ammessi nemmeno da <strong>vivi</strong>. Del caso vengono incaricati i due migliori segugi del distretto, Bonnard e Rolling, che cercheranno di fare luce in un&#8217;intricata storia di diritti civili e malavita organizzata, col chiaro intento di comunicare alla comunità dei topi che per la polizia non esistono cittadini di serie B.</p>
<p>La storia, dalla trama allo svolgimento, è un evidente pretesto che serve ai talentuosi autori per toccare temi difficili e di cui mal volentieri tutt&#8217;ora si vuole parlare: la società multirazziale e le difficoltà di convivenza delle comunità eterogenee sembrano dinamite maneggiata con perizia e delicatezza da <strong>Tito Faraci</strong>, illustrata con ferma precisione e morbidezza dai magici pennelli dello Zar <strong>Giorgio Cavazzano</strong>.</p>
<p>Del sodalizio dei due artisti è sempre troppo facile parlare bene. Di Faraci conosciamo tutti la poliedrica destrezza con cui sa balzare da un genere all&#8217;altro &#8211; personalmente lo adoro nei panni del fine umorista e del navigato autore noir &#8211; e in Jungle Town lo vediamo caracollare giocosamente tra la commedia leggera ed il poliziesco dei bassifondi, il tutto condito da un impercettibile ed amaro filo drammatico con cui unisce i destini degli abitanti della città.</p>
<p>Cavazzano è artista di fama e grande scuola Disney Italia che riesce a tratteggiare in maniera efficace i caratteri e le personalità, restando fedele all&#8217;universo tondo e rassicurante in cui i buoni sono tondi il giusto e i cattivi sono o più tondi o appena più spigolosi e sfuggevoli. Come i topi.</p>
<p>Un &#8220;prodotto innovativo&#8221;<sup><a href="http://www.sbonk.it/fumetti/2007/12/21/jungle-town/#footnote_0_22" id="identifier_0_22" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Faraci, p.79">1</a></sup> che forse non meritava l&#8217;autoconclusione, corredato da numerosi schizzi preliminari ed una introduzione alla città; così innovativo da scordarsi forse di opere affini<sup><a href="http://www.sbonk.it/fumetti/2007/12/21/jungle-town/#footnote_1_22" id="identifier_1_22" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="come Blacksad (J. D. Canales, J. Guarnido) che per&ograve; ricorda pi&ugrave; Maus (A. Spiegelman) nella caratterizzazione">2</a></sup> ma comunque in grado di non lasciare a bocca asciutta.</p>
<blockquote><p><strong>Jungle Town</strong> &#8211; di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano<br />
ed. <strong>Buena Vista Lab</strong> (2005)<strong><br />
82 pagine cartonato<br />
6,90 €</strong></p></blockquote>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_22" class="footnote">Faraci, p.79</li><li id="footnote_1_22" class="footnote">come Blacksad (J. D. Canales, J. Guarnido) che però ricorda più Maus (A. Spiegelman) nella caratterizzazione</li></ol>]]></content:encoded>
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