liberi pensieri onomatopeici
scritto il 29/9/2007 da

Parte oggi WeekStrip, una rubrica settimanale dedicata alle webstrips, ovvero quell’oceano di strisce a fumetti pubblicate principalmente sul web. Tratteremo strip da tutto il mondo, con un occhio in particolare su quelle italiane (ma non oggi!).

Cominciamo quindi il nostro viaggio con The Perry Bible Fellowship di Nicholas Gurewitch, una striscia assolutamente surreale. Notate come lo stile del disegnatore cambi ad ogni striscia; io all’inizio pensavo che fosse disegnata da più gente, mentre invece è Gurewitch che si diverte a passare da uno stile artistico e dettagliato a dei semplici omini abbozzati. Il sito viene aggiornato (quasi) ogni mercoledì.

http://www.pbfcomics.com

Altre info: Wikipedia

scritto il 24/9/2007 da

È arrivato Sbonk. Stavolta davvero!

Sarebbe bello partire con questa frase, ma purtroppo non è così semplice, come sa chi ha seguito la nostra storia.
Prima però forse è meglio fare un riassunto per chi si è perso le puntate precedenti: cos’è Sbonk? Da dove arriva? Dove vuole andare?

Sbonk è il figlio della community online di Pk, nata nel 1997 circa, e più in particolare del PkGalaxy Forum, nato sul finire del 2000. Sbonk è quello che avevamo pensato di fare quando ci siamo accorti che non aveva più senso parlare di Pk, che aveva ormai chiuso dopo una serie di qualità infima e che già ci interessava poco. Volevamo espanderci ad altri fumetti, avevamo coniato il termine NFI, “nuovo fumetto italiano”. Cambiammo il nome al forum, cominciammo a lavorare all’organizzazione del sito.
Fallimmo.

I motivi furono molteplici, dall’inesperienza nell’organizzazione allo scarso interesse da parte di alcuni per i fumetti di cui volevamo parlare, fino a problemi tecnici e burocratici. Intanto anche il forum era decisamente morto, e l’unica parte attiva della community rimaneva Pkchat, il fulcro reale della community, dove ormai non c’era più un argomento centrale se non la community stessa. Mi accorgo che sto ancora scrivendo al passato; sbaglio, perché siamo arrivati ad oggi: questa è la situazione attuale.

Oggi abbiamo deciso di riaprire Sbonk. Ma con un’idea diversa.
Sbonk adesso è un blog collettivo: gerarchie e organizzazione interna sono ridotte al minimo, se non annullate, e l’argomento centrale è poco più di una bozza. Sbonk è un work in progress pensato per rimanerlo, un’idea da definire scrivendola. È una buona idea? Non lo sappiamo.

Giusto per fare un esempio ed essere onesti, questo pezzo lo sto scrivendo di mia iniziativa, dopo un po’ di tempo che nessuno si muove per il sito. È un buon presagio? È giusto scriverlo in un editoriale? Mi pesteranno a sangue per questo?

Non ne ho idea e mi piacerebbe scoprirlo. Soprattutto l’ultima.

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